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Liturgia della settimana

Per la Chiesa Cattolica la liturgia è l'esercizio del ministero sacerdotale di Cristo attraverso riti che manifestano e fondano la Chiesa. Lo stesso Concilio Vaticano II definisce il ruolo della liturgia come il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e la inserisce all’interno della spiritualità, fonte e culmine della stessa fede e della teologia. (da Wikipedia).

I Domenica di Quaresima /B
21 Febbraio 2021

Siamo all'inizio del cammino quaresimale, tempo di lotta contro il male e di conversione. Ma nulla potremmo se prima Gesù Cristo non avesse già vinto "per noi"

LOTTARE CON GESÙ IL «GIUSTO» PER SMASCHERARE IL MALE (dal foglietto "La Domenica")

Per 40 giorni Gesù fu solo nel deserto, lontano da tutti, privo di tutto, sottoposto alla tentazione.
Lì, Satana fece di tutto per farlo deviare, per allontanarlo dalla via della Croce, dalla sapienza della Croce.
Fu una lotta immane dalla quale però Satana è uscito sconfitto. Gesù, infatti, scelse la fedeltà alla volontà del Padre.
Scelse di andare fino in fondo, accettandone tutte le conseguenze, nella propria missione: morire per noi, lui il Giusto per gli ingiusti, per ricondurci al Padre.
In lui ci viene offerta un'alleanza nuova che non è soltanto la garanzia che non ci sarà più il diluvio, quando il peccato avvolgerà l'umanità, ma è il dono di una terra nuova e di un cielo nuovo; di questo Gesù fece una breve esperienza al termine dei 40 giorni del deserto, stando con le bestie selvatiche e servito dagli angeli.
E noi? Anche noi dovremo lottare in questa Quaresima! Se la vivremo veramente, lo spirito del male sarà smascherato, e la vittoria di Gesù sarà evidente dentro di noi e tra di noi.
E porteremo così, insieme ai fratelli, un po' di Paradiso sulla terra.

fr. Antoine-Emmanuel, Frat. Monast. di Gerusalemme, Firenze

L’INCIDENTE (da "Camminare Insieme - Febbraio 2021")

Mio figlio, di carattere inquieto e trasgressivo, cominciò a fare motocross appena compiuti i 18 anni.
A 24, un incidente lo mantenne in coma per 6 mesi. Poi, lentamente, la ripresa.
Sono passati decenni. Ora cammina con difficoltà e parla abbastanza comprensibilmente. Ciò che mi colpisce è una fede che prima non aveva.
Un giorno che mi ha vista avvilita per le preoccupazioni che mi dà un nipote caduto nella droga, mi ha detto: “Mamma, ti sembrerà strano, ma la mia fortuna è stata quell’incidente.

Mi ha aperto gli occhi. La fede che mi ritrovo non è un elemento che si è aggiunto alla vita, ma una spinta a nascere ogni giorno.
Provo una profonda gratitudine per ogni attimo di vita, per ogni fiore, per ogni parola. Tutto è un dono”
.
Quando ho raccontato questo al nipote, ho notato in lui un certo turbamento.
Qualche giorno dopo è entrato spontaneamente in una comunità di recupero.

T.R. - Slovacchia

Parrocchia di San Giacomo Maggiore
Diocesi di Verona
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Redazione

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